venerdì 6 maggio 2016

Primavera e cestini bianchi per le uova

Oggi solo poche parole per mostrarvi il mio ultimo lavoro.
Un piccolo e semplice cestino per le uova in salice sbucciato, realizzato usando i ritagli di rami rimasti dalla realizzazione del cesto reciproco.





La particolarità di questo cestino è il fondo, fatto partendo da otto rami incastrati fra loro. Anche in questo caso si potrebbe parlare di struttura reciproca in quanto i rami principali collaborano tra loro, come quando da bambini si faceva la seggiola con le braccia. Vi ricordate?

Cestino a base reciproca

Per il fondo e le pareti, dal momento che i rami avanzati erano estremamente sottili, ho raddoppiato i tessitori in modo da ottenere un intreccio più consistente.

Con questo lavoro ho letteralmente dato fondo alle mie scorte di materiale bianco del 2015. Fortunatamente, nonostante la stagione delle potature si sia appena conclusa, nelle settimane scorse ho lavorato sodo per raccogliere gli ultimi rami sfuggiti alle forbici e per sbucciarli pazientemente, e ho così messo da parte un po' di materiale bianco per l'anno in corso.
Devo ammettere infatti che, per quanto io prediliga l'intreccio con la buccia e quindi lavori pochissimo con i rami sbucciati, a fine stagione il materiale bianco non basta mai!
Chissà quest'anno come andrà.

Cestino per le uova


domenica 1 maggio 2016

Le foto di Aprile

Quest'anno prevedo grandi soddisfazioni dall'orto sul balcone!

Calendula


Durante gli ultimi weekend ci siamo adoperati per rimettere tutto a posto per benino dopo l'inverno, con una bella pulizia sia del balcone stesso che delle piante.
Un nuovo scaffale ci ha permesso di moltiplicare le piante in verticale, mentre i due grandi vasconi che la scorsa estate ospitavano pomodori e cetrioli sono stati spostati e preparati per le nuove semine/trapianti.
Il basilico, seminato in abbondanza per timore che i semi un po' vecchi non germogliassero, adesso è un'esplosione di puntini verdi.
Spuntano le insalate, l'erba cipollina, il nasturzio.
Le piantine di pomodoro si allungano già verso il sole.

Germogli di basilico

Ma quello che mi da più soddisfazione sono le perenni, quando a primavera ti accorgi che sono ancora vive, di nuovo pronte a buttar fuori nuovi getti, nuove foglie e una marea di fiori.
La calendula, con il suo arancione che mette il buon umore, e la salvia, con decine e decine di capolini viola.

Fiori di salvia




E poi la menta con le sue larghe foglie nuove e profumate e il prezzemolo che monta a fiore. Per non parlare delle fragole, cariche di promesse ancora verdi.

fragole sul balcone



Nel frattempo, dentro casa, il gatto si gode la primavera a modo suo, dormendo al sole in una delle sue posizioni assurde preferite.
O, come ha detto F, prega il dio sole perché gli mandi un piccione già cotto...! XD

Gatto al sole



E per concludere il mese in grande, festeggiamo giocando ai piccoli falegnami costruendo un tavolo di legno nel bosco.
Un bella occasione per stare all'aperto, godere del sole e del verde, e per stare in buona compagnia.

Lavori di falegnameria nel bosco
E approfittando dell'occasione ho avuto modo di riflettere ancora una volta sulle persone. Su chi si da da fare e accetta ogni sfida che gli viene posta davanti. Su chi, inaspettatamente, con poche semplici parole ti fa capire che ti è veramente amico. Su chi è felice, semplicemente perché ha trovato nuove persone con cui condividere i propri pensieri, e ti fa venire voglia di sorridere.
Che buffo, talvolta scopro che amo le persone almeno quanto gli alberi... :)

giovedì 11 febbraio 2016

Un Cesto Reciproco

Ecco un cesto che mi ha davvero reso la vita difficile!
Cesto reciprocoPer realizzarlo ho impiegato un sacco di tempo, principalmente a causa del materiale, che purtroppo non era in buono stato di conservazione e si rompeva con facilità, e anche perchè la tecnica mi era quasi totalmente nuova.

E' una variazione sul tema di un tipo di intreccio tipico della nostra tradizione, ma che non ho mai avuto l'occasione di imparare da una persona esperta.
Come al solito invece, armata di buona volontà, ho fatto l'autodidatta, e alla fine, sudando un po', ci sono riuscita.
Non so come si chiami questa tecnica. Conto sempre sul suggerimento di qualche lettore di passaggio in possesso di più conoscenze di me o di un parente in grado di svelare il mistero.
Io l'ho battezzato cesto reciproco perché la sua costruzione mi ricorda le strutture reciproche in architettura, in cui più elementi collaborano fra loro per sorreggere, ad esempio, un tetto appoggiandosi l'uno all'altro (sono strutture affascinanti che purtroppo si conoscono poco):

Tetto reciprocoQuesta foto meravigliosa è presa da qui: http://tuulenhaiven.com/2012/09/30/my-year-thus-far-in-brief/

Infatti anche in questo caso le "fasce" di rami che compongono la parete del cesto si appoggiano ciascuna alla successiva, creando un particolare effetto per cui non si trova un inizio nè una fine del lavoro.
Devo dire che è un tipo di intreccio che mi piace molto. Avevo già realizzato qualcosa di simile in passato, ma decisamente più semplice, e con una diversa scansione dei "salti". In questo caso lo schema è 2-2-1-1 (due dentro, due fuori, uno dentro, uno fuori).
Cesto reciproco_dettaglio
Qualche dettaglio in più: questo cesto è realizzato completamente in salice pelato.
Il bianco è molto elegante e, per quanto io non lo usi spesso, rende i lavori più "lisci" e rifiniti.
Se pelato quando il ramo è fresco rimane molto chiaro e brillante (come in questo caso, o nel cesto celtico)
Se invece è stato pelato tramite bollitura del ramo con la buccia, allora prende un colore più ambrato (come ad esempio nella mia borsa in vimini oppure nel cesto-vaso)

Con gli avanzi di questo lavoro sono anche riuscita a tirare fuori un cestino più piccolo (non si butta mai via niente!) che vi mostrerò a breve.

venerdì 5 febbraio 2016

Fiocco di nascita

Esattamente un mese fa nasceva la mia seconda nipotina. Auguri piccoletta!

Per accoglierti la tua mamma e io abbiamo preparato per te un fiocco di benvenuto cucito (da me) e ricamato (da lei).
Fiocco di nascita Stella

giovedì 4 febbraio 2016

Le foto di Dicembre e Gennaio

Il tempo vola, e anche Gennaio è ormai terminato. 
Non ho più scritto sul blog da prima di Natale, per cui questo mese devo recuperare!
E con queste foto saluto con un pizzico di nostalgia le feste andate, con i loro colori e i loro profumi...

Biscotti di Natale
...sì, perché, come ormai da tradizione, anche quest'anno I. ed io abbiamo preparato una montagna di biscotti e invaso la casa di un profumo straordinario. Grazie socia!
Biscotti natalizi

Cantucci pistacchi e ciliegie
Decorazioni natalizie
Un piccolo tocco di creatività.
Con qualche legnetto e qualche pigna raccolti durante una passeggiata nel bosco, tre palline di Natale e un po' di carta riciclata, anche questa è fatta! Il risultato è molto semplice, ma trovo che il contrasto con la parete scura fosse di grande effetto!Fiocchi di neve

All'albero poi non si può rinunciare. Né alle lanterne natalizie.
Luci di NataleE dunque... buon Febbraio abbia inizio!

giovedì 17 dicembre 2015

Le foto di novembre

Si, lo so, sono tremendamente in ritardo per le foto di novembre, ma tant'è....

Il pane che cuoce nel forno... un profumo inebriante che dà subito felicità!
Pane

Non so perché ma nell'ultimo periodo ho avuto un momento di fermo totale. Qualcosa mi tratteneva dal panificare, mi mancava l'istinto, non so. Ma per fortuna il blocco si è dissolto, e sono tornata a mettere la mani in pasta!
E come sempre, io non ho mezzi termini, e ora ho voglia di preparare panini, biscotti, cracker, ciambelle, grissini, crostate, croissant, ..... evviva la pasta madre!!!!

Margherite... di Natale!
margherite a Natale

Ho comprato una pianta magica?? Una fioritura del genere non me l'aspettavo, non me l'ha regalata neanche a primavera! Beh, gente, altro che ciclamini ed erica sul balcone, quest'anno per Natale io ho le Margherite!!! XD


domenica 22 novembre 2015

Cestino quadrato in carta di giornale. Le mie riflessioni sulla tecnica

Cestino in carta di giornale

Tornano le giornate fredde d'autunno e torna la voglia di sperimentare tecniche nuove.

Oggi voglio condividere con voi non solo la mia ultima creazione, ma anche qualche riflessione assolutamente personale sulla tecnica dell'intreccio con la carta di giornale.

Era un bel po di tempo che mi frullava per la testa di provare ad applicarmi a questa tecnica per un sacco di ragioni:
  • Perché è un lavoro di riciclo creativo
  • Perché i cesti in carta sono belli da vedere
  • Perché sembra una tecnica abbastanza semplice
  • Perché sembra un lavoretto che richiede poco tempo
  • Perché non devi trovare, tagliare, stoccare, ammollare e gestire i rami
  • Perché il lavoro può essere lasciato a metà senza conseguenze e ripreso al momento opportuno
L'occasione per sperimentare questa tecnica per me nuova arriva da un momento di follia ordina-spostalecoseincasa tipica del moroso, con conseguente svuotamento di uno spazio nella libreria, che mi sembrava sacrosanto riempire!
Senza contare che l'ambiente in questione è tutto arredato sui toni del grigio e  in un contesto simile un cesto in carta di giornale al naturale si sposa molto bene.
Quindi mi son messa al lavoro e pian piano, lavorando poco tempo ogni giorno, ho raggiunto il mio scopo.

Cesto quadrato in carta di giornale


Devo ammettere che l'intreccio in carta di giornale ha diversi vantaggi rispetto all'intreccio tradizionale e ho visto sul web un sacco di lavori straordinari realizzati con questa tecnica. Intreccio Quotidiano, Bilibì e Carta e Oltre, per esempio, sono dei fantastici blog italiani pieni di bei lavori, ma ce ne sono anche tantissimi altri, italiani e stranieri, artisti in grado di sfruttare la carta in tutte le sue potenzialità.
Per quanto riguarda me tuttavia, ho finito per concludere che non è la mia tecnica, per una serie di motivi.

1. Procurarsi il materiale
E' vero, la carta è comoda. Tutti noi ne abbiamo in casa in quantità e non dobbiamo fare neanche un metro per procurarci la materia prima. Ma, per quanto faticoso, io amo le giornate di potatura. Il freddo dell'inverno contrastato dal sole di mezzogiorno. L'aria fresca sul viso, il panorama, immergersi tra i fitti rami colorati dei salici! Durante l'inverno tendiamo a stare chiusi in casa, ma nelle giornate di sole stare all'aria aperta è un toccasana, un'occasione per liberare la mente, lasciare a casa le scartoffie e concentrarsi solo sui colori della stagione.
Stare a un tavolo a tagliare e arrotolare strisce di carta non è un gran divertimento, devo essere sincera. E' lungo e tedioso. Sempre uguale. Senza parlare delle mani nere dell'inchiostro di giornale che tanto bene non fa (ok, potevo anche usare dei guanti!)
Tanto di cappello a chi riesce a "bacchettare" con passione!

Salici2. La consistenza del cesto
Qui forse dipende dalla mia poca esperienza. Ho provato ad arrotolare bacchette più "rigide" ma mi risultavano troppo grosse e poco flessibili, quindi ho optato per bacchette più "leggere", arrotolate con meno carta (in pratica usando strisce più sottili) e ho ottenuto bacchette lunghe, snelle e flessibili, all'apparenza perfette.
Ma una volta terminato l'intreccio e tolta la dima il risultato è stato un cesto fragilino, che potrei distruggere con una leggera pressione. Non mi piace, Non mi sembra solido né durevole. Ne deduco che avrei fatto meglio a usare delle bacchette più rigide.
Il vantaggio dei rami è che, per quanto sottili siano, sono pur sempre legno, e del legno mantengono le proprietà: leggerezza, robustezza, piacere al tatto.

3. Le rifiniture
Il bello delle chiusure in vimini è che i rami di salice sono flessibili ma elastici al tempo stesso. Se curvati mantengono la forma, ma possiedono anche un effetto "molla" che può essere sfruttato se si comprendono le tensioni. Si ottengono torciglioni, trecce e motivi "tirando" i rami e incastrandoli sfruttando l'attrito fra di loro. Questo permette di rifinire i cesti in maniera robusta oltre che elegante.
La carta non si curva, non mantiene la forma, non permette "giochi" di archi o di tensioni. Non si può sfruttare l'attrito per chiudere l'ultima bacchetta sotto le altre, tenderà sempre a scivolare via. Per far stare la carta al suo posto l'unica idea che mi è venuta in mente è la colla. Funzionale, ma un po' "banale".

Cestino in carta di giornale_in lavorazione
4. La varietà del materiale.
Le bacchette di carta sono tutte uguali. Hanno lo stesso spessore, la stessa lunghezza, sono regolari (non hanno una parte più grossa e una più sottile). Questo è molto comodo e permette lavori di grande effetto perché tutti precisi. 
Il salice al contrario è un materiale preso direttamente dalla pianta, e per questo naturalmente irregolare. Vi sono rami grossi, rami sottili, rami finissimi. C'è sempre una punta e una coda. E' più difficile ottenere un lavoro preciso e omogeneo, ma in compenso sono dotati di una infinita varietà di sfaccettature.
Per esempio si possono usare all'interno della stessa opera rami grossi tagliati a metà, rami sottili, rifiniture fatte di torciglioni di rami sottilissimi. Chi più ne ha più ne metta. La fantasia è costantemente stimolata. E' qualcosa di cui io sento profondamente bisogno.


Ecco, penso di aver detto tutto. La mia conclusione quindi è che continuerò per la mia strada. Mi concederò di provare ancora, magari con progetti mirati e cercando di migliorare laddove ho sbagliato.
Ma il salice, l'olmo, la vitalba, il sanguinello, l'ulivo, il nocciolo, la canna, .... rimarranno i sovrani del mio cuore!

Non me ne vogliano gli appassionati del settore. Vi ammiro tantissimo, siete in grado di fare cose straordinarie! Ma non è per me.

Buon lavoro a tutti!!