martedì 10 ottobre 2017

Cesto portafrutta rustico

Dopo tanti lavori in salice sbucciato, finalmente torno alla mia passione: il salice naturale, che conferisce ai cesti un tocco rustico e personalità.
Cesto portafrutta rustico
Ho realizzato questo cesto portafrutta rustico con del bellissimo salice dalle tonalità grigio-verdi abbinato al più classico salix alba dalle tonalità calde, cercando di mettere in pratica alcuni consigli ricevuti durante la sagra dei Thèst come vi raccontavo qui, e credo che il risultato non sia male.
A voi giudicare! ;)

Cesto portafrutta in costruzione
Le varietà di salice usate sono quattro, ma non saprei dirvi il nome esatto di ciascuna. La differenza di colore parla da sola. Ho particolarmente amato quella usata per la parte inferiore delle pareti, con la sua sfumatura verde.
Piccola particolarità, in un cesto dalla struttura semplice e  lineare, è la base bicolore a spirale, che potete vedere in questa foto fatta durante la realizzazione.
Cesto portafrutta in costruzione
E' una cesta robusta e capiente, adatta alla campagna. Sa di autunno e di legno. Me la immagino piena di mele cotogne, o di pere succose.
Voi cosa ci mettereste dentro?

venerdì 22 settembre 2017

Sagra dei Thést: il cesto da picnic

Con enorme ritardo eccomi a raccontarvi come sono andate la fiera e la mostra!

La sagra dei Thést è stata un'esperienza estremamente ricca.
Ho imparato molto, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano. Torno a casa con più entusiasmo e più consapevolezza.

cesti in esposizione


Venendo alla mostra, questo è il quadro scelto da me:
Ritratto di bambina con gatto di Ceruti Giacomo (pittura italiana sec. XVIII).Una scena di vita semplice, ma allo stesso tempo un guizzo di dolcezza nel gesto della bambina che porta con sè il suo gatto nel cestino.
La porzione di cesto che si intravede nel dipinto parla un linguaggio chiaro, mostrando salice sbucciato e soprattutto bordo a torciglione: una tecnica tutta italiana.

Fondazione Zeri - Unibo

Ed ecco la mia realizzazione:

cesto da picnicHo lavorato in pieno agosto, approfittando di un paio di giorni di ferie per dedicarmi alla realizzazione.
Con quel caldo l'unica alternativa per poter utilizzare materiale bianco è stata quella di lavorare al fiume, perchè i rami si asciugavano molto velocemente.
Ma... la cosa non mi è poi dispiaciuta! ;)

cestaia al lavoro

Non sono abituata a lavorare con i rami bianchi. Ammetto che preferisco di gran  lunga il salice con la buccia, sia per la grande varietà di colori che si possono ottenere, sia per la facilità di lavorazione. Inoltre pelare i rami è una attività lunga e brigosa, che nessuno valuta nel momento in cui pensa a quanto lavoro serva per fare un cesto (e nel momento di dargli un prezzo). Eppure è la parte più consistente.
Comunque è stata una bella sfida e penso di essermela cavata degnamente!

base del cesto in lavorazione

struttura del cestomanico a torciglione

Ed ecco le mie riflessioni personali alla fine di questa avventura.
Questo lavoro mi ha trovata veramente arrugginita.
Ho faticato molto, anche perché si trattava di un modello mai sperimentato prima. In ogni caso mi ha ricordato che non intrecciavo da troppi mesi, e in effetti nel risultato finale si vede.

La fiera mi ha dato la possibilità di confrontarmi con artigiani professionisti, e di ricevere molte preziose critiche costruttive, oltre che complimenti. Non posso dirvi quanto questa cosa mi abbia resa felice, perché mi ha permesso di guardare a tutti i miei lavori con occhi nuovi, dandomi l'opportunità di capire tutti i punti deboli e di migliorarli da adesso in avanti.
Ora sento di avere nelle mie mani una marcia in più e di poter fare un salto di qualità, se riuscirò ad essere un po' più costante e a dedicare a quest'arte un po' più di tempo.

venerdì 1 settembre 2017

Gavagno in vitalba con nocciole

Piove, finalmente!
Oggi è il primo di settembre, e io entro in modalità autunnale.
Dopo due giornate terribilmente calde, la pioggia di questa notte è arrivata come una benedizione, per me, per gli incendi, per le piante, per gli animali, per la terra.

Questa mattina prima di mettermi al lavoro sono uscita a respirare l'aria umida e a sentire il fresco.
Ho fatto due passi sotto casa e ho scoperto delle piante di nocciolo che non avevo mai notato prima.
Che gioia scoprire, tra le foglie secche ai pedi delle piante, tante piccole nocciole dorate!
Gavagno con nocciole
Volevo raccoglierne solo qualcuna, poi mi sono trovata come Mei, la protagonista di Tonari no Totoro, a raccoglierle una dopo l'altra, ad ogni passo, come se qualcuno le avesse lasciate come traccia lì per me.
E' stato un momento magico!
Se ho incontrato Totoro? Questo non posso dirvelo.... ;)


Comunque, per essere stata fuori pochi minuti, ho fatto un buon raccolto!
Gavagno in vitalba

Vi ricordate di questo cestino? E' un piccolo lavoro di qualche anno fa, ve lo avevo mostrato quando era ancora fresco e verde.
La struttura è in salice pelato e l'intreccio in giovani e sottili tralci di vitalba.
E così vi ho mostrato anche come diventa la vitalba una volta asciutta. :)

Speriamo che questo autunno sia piovoso e pieno di splendidi colori caldi!


mercoledì 30 agosto 2017

Sagra dei Thèst 2017

E' molto che non scrivo su queste pagine, sigh!
E molto che non intreccio.

L'occasione è arrivata per il desiderio di partecipare a una bella iniziativa: la Sagra dei Thèst a Polcenigo, che si terrà questo weekend (2 e 3 settembre) e soprattutto la relativa mostra: la riproduzione di cesti ritratti nella pittura italiana.

Non sono una cestaia professionista, ma ho voluto partecipare perché l'iniziativa mi è sembrata una splendida idea per ritrovare le tracce della nostra cultura e della nostra tradizione, per riscoprire pittori più o meno conosciuti, e soprattutto per osservare quali tecniche di intreccio si usavano in passato, quali tecniche appartengono alla cesteria tradizionale italiana.

Così, nonostante sia un bel po' arrugginita, ho deciso di rimboccarmi le maniche, ho scelto un quadro del XVIII secolo di un pittore italiano (Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto), e ho iniziato a intrecciare.

cesto in ammollo
Come potete vedere non ho perso l'abitudine di lavorare al fiume!
Con il caldo che faceva nei giorni scorsi, poi, sarebbe stato impossibile fare diversamente, perché i rami bianchi si asciugavano con una velocità incredibile.

Nell'insieme direi che me la sono cavata bene, nonostante tutto. Pubblicherò il risultato nei prossimi giorni, ma potete venirlo a vedere dal vivo in fiera.
Per cui, venitemi a trovare a Polcenigo questo weekend!


venerdì 6 maggio 2016

Primavera e cestini bianchi per le uova

Oggi solo poche parole per mostrarvi il mio ultimo lavoro.
Un piccolo e semplice cestino per le uova in salice sbucciato, realizzato usando i ritagli di rami rimasti dalla realizzazione del cesto reciproco.





La particolarità di questo cestino è il fondo, fatto partendo da otto rami incastrati fra loro. Anche in questo caso si potrebbe parlare di struttura reciproca in quanto i rami principali collaborano tra loro, come quando da bambini si faceva la seggiola con le braccia. Vi ricordate?

Cestino a base reciproca

Per il fondo e le pareti, dal momento che i rami avanzati erano estremamente sottili, ho raddoppiato i tessitori in modo da ottenere un intreccio più consistente.

Con questo lavoro ho letteralmente dato fondo alle mie scorte di materiale bianco del 2015. Fortunatamente, nonostante la stagione delle potature si sia appena conclusa, nelle settimane scorse ho lavorato sodo per raccogliere gli ultimi rami sfuggiti alle forbici e per sbucciarli pazientemente, e ho così messo da parte un po' di materiale bianco per l'anno in corso.
Devo ammettere infatti che, per quanto io prediliga l'intreccio con la buccia e quindi lavori pochissimo con i rami sbucciati, a fine stagione il materiale bianco non basta mai!
Chissà quest'anno come andrà.

Cestino per le uova


domenica 1 maggio 2016

Le foto di Aprile

Quest'anno prevedo grandi soddisfazioni dall'orto sul balcone!

Calendula


Durante gli ultimi weekend ci siamo adoperati per rimettere tutto a posto per benino dopo l'inverno, con una bella pulizia sia del balcone stesso che delle piante.
Un nuovo scaffale ci ha permesso di moltiplicare le piante in verticale, mentre i due grandi vasconi che la scorsa estate ospitavano pomodori e cetrioli sono stati spostati e preparati per le nuove semine/trapianti.
Il basilico, seminato in abbondanza per timore che i semi un po' vecchi non germogliassero, adesso è un'esplosione di puntini verdi.
Spuntano le insalate, l'erba cipollina, il nasturzio.
Le piantine di pomodoro si allungano già verso il sole.

Germogli di basilico

Ma quello che mi da più soddisfazione sono le perenni, quando a primavera ti accorgi che sono ancora vive, di nuovo pronte a buttar fuori nuovi getti, nuove foglie e una marea di fiori.
La calendula, con il suo arancione che mette il buon umore, e la salvia, con decine e decine di capolini viola.

Fiori di salvia




E poi la menta con le sue larghe foglie nuove e profumate e il prezzemolo che monta a fiore. Per non parlare delle fragole, cariche di promesse ancora verdi.

fragole sul balcone



Nel frattempo, dentro casa, il gatto si gode la primavera a modo suo, dormendo al sole in una delle sue posizioni assurde preferite.
O, come ha detto F, prega il dio sole perché gli mandi un piccione già cotto...! XD

Gatto al sole



E per concludere il mese in grande, festeggiamo giocando ai piccoli falegnami costruendo un tavolo di legno nel bosco.
Un bella occasione per stare all'aperto, godere del sole e del verde, e per stare in buona compagnia.

Lavori di falegnameria nel bosco
E approfittando dell'occasione ho avuto modo di riflettere ancora una volta sulle persone. Su chi si da da fare e accetta ogni sfida che gli viene posta davanti. Su chi, inaspettatamente, con poche semplici parole ti fa capire che ti è veramente amico. Su chi è felice, semplicemente perché ha trovato nuove persone con cui condividere i propri pensieri, e ti fa venire voglia di sorridere.
Che buffo, talvolta scopro che amo le persone almeno quanto gli alberi... :)

giovedì 11 febbraio 2016

Un Cesto Reciproco

Ecco un cesto che mi ha davvero reso la vita difficile!
Cesto reciprocoPer realizzarlo ho impiegato un sacco di tempo, principalmente a causa del materiale, che purtroppo non era in buono stato di conservazione e si rompeva con facilità, e anche perchè la tecnica mi era quasi totalmente nuova.

E' una variazione sul tema di un tipo di intreccio tipico della nostra tradizione, ma che non ho mai avuto l'occasione di imparare da una persona esperta.
Come al solito invece, armata di buona volontà, ho fatto l'autodidatta, e alla fine, sudando un po', ci sono riuscita.
Non so come si chiami questa tecnica. Conto sempre sul suggerimento di qualche lettore di passaggio in possesso di più conoscenze di me o di un parente in grado di svelare il mistero.
Io l'ho battezzato cesto reciproco perché la sua costruzione mi ricorda le strutture reciproche in architettura, in cui più elementi collaborano fra loro per sorreggere, ad esempio, un tetto appoggiandosi l'uno all'altro (sono strutture affascinanti che purtroppo si conoscono poco):

Tetto reciprocoQuesta foto meravigliosa è presa da qui: http://tuulenhaiven.com/2012/09/30/my-year-thus-far-in-brief/

Infatti anche in questo caso le "fasce" di rami che compongono la parete del cesto si appoggiano ciascuna alla successiva, creando un particolare effetto per cui non si trova un inizio nè una fine del lavoro.
Devo dire che è un tipo di intreccio che mi piace molto. Avevo già realizzato qualcosa di simile in passato, ma decisamente più semplice, e con una diversa scansione dei "salti". In questo caso lo schema è 2-2-1-1 (due dentro, due fuori, uno dentro, uno fuori).
Cesto reciproco_dettaglio
Qualche dettaglio in più: questo cesto è realizzato completamente in salice pelato.
Il bianco è molto elegante e, per quanto io non lo usi spesso, rende i lavori più "lisci" e rifiniti.
Se pelato quando il ramo è fresco rimane molto chiaro e brillante (come in questo caso, o nel cesto celtico)
Se invece è stato pelato tramite bollitura del ramo con la buccia, allora prende un colore più ambrato (come ad esempio nella mia borsa in vimini oppure nel cesto-vaso)

Con gli avanzi di questo lavoro sono anche riuscita a tirare fuori un cestino più piccolo (non si butta mai via niente!) che vi mostrerò a breve.